Corso opzionale interarea: Ecologia integrale per nuovi stili di vita 

Nel primo semestre dell'anno accademico 2021/2022, partirà il Corso opzionale interarea: Ecologia integrale per nuovi stili di vita rivolto agli studenti iscritti di tutte le Aree IUSVE. Un'esperienza formativa importate che permette di approfondire il concetto di ecologia integrale e conoscere meglio la Lettera Enciclica Laudato sì.
Un corso unico nel suo genere che permetterà di arricchire le proprie competenze e conoscenze, con un approccio trandisciplinare.
Il corso, si terrà il venerdì mattina dalle 9.00 alle 13.00, con cadenza quindicinnale ed è riservato ad un massimo di 30 studenti totali.

Successivamente alla data del 15 settembre, in concomitanza con l'avvio delle iscrizioni ai corsi opzionali di ciascuna Area, sarà possibile registrare la propria partecipazione anche al Corso opzionale interarea: "Ecologia integrale per nuovi stili di vita".
ATTENZIONE: i posti sono limitati e, pertanto, ti consigliamo di iscriverti appena sarà possibile farlo!

Il Corso si svolgerà nella giornata del venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, con le date in calendario:

I MODULO:
24 settembre 2021

8 ottobre

22 ottobre

5 novembre

 

II MODULO:  
16 febbraio 2022

17 febbraio

18 febbraio

25 febbraio

 

III MODULO:
4 marzo 2022

1 aprile

6 maggio

27 maggio



Il Corso è rivolto a sia a Studenti di baccalaureato che di licenza"

Il Corso Opzionale “Ecologia integrale e nuovi stili di vita”, si inserisce all’interno del Progetto Culturale Iusve che mira a coinvolgere per il prossimo triennio le Aree accademiche di Pedagogia, Psicologia e Comunicazione ed Educazione al fine di avviare percorsi formativi e pratiche di vita intese a far fiorire le promettenti intuizioni che Papa Francesco ci ha consegnato nell’Enciclica Laudato si’, dalla quale “emerge una grande sfida culturale, spirituale e educativa che implicherà lunghi processi di rigenerazione”.

“Seminate educazione”

L’orizzonte fondativo del Corso prende inizio da quanto papa Francesco ci invita a considerare attentamente. Il Papa continua a riservare grande attenzione alla cultura e alla formazione-educazione che deve essere il segno ma anche il motore di un vero e proprio cambiamento di paradigma per rispondere al Grido della Terra e al Grido dei Poveri. La formazione e l’educazione sono poi la base di tutta la vita, insieme al lavoro: “Forse mai come in questo terzo millennio le nuove generazioni sono quelle che pagano il prezzo più alto della crisi economica, lavorativa, sanitaria e morale. Ma piangersi addosso non porta a nulla, anzi, così la crisi avrà la meglio. Invece continuando a battersi come tanti stanno già facendo, i ragazzi non rimarranno inesperti, acerbi e immaturi. Non si fermeranno nella ricerca di occasioni. E poi, c’è la conoscenza. Nella Genesi leggiamo che il Signore, dopo avere creato il cielo e la terra, prende l’uomo e lo pone nel giardino di Eden, perché lo coltivi e lo conosca. Non lo mette in pensione, o in vacanza, o in villeggiatura, o sul divano: lo manda a studiare e a lavorare”[1]. Ai giovani Papa Bergoglio indica un percorso che prevede un cammino nuovo anche per i docenti e i formatori: “Andando sempre avanti per apprendere qualcosa da ogni esperienza, divulgando la conoscenza e amplificando la speranza insita nella giovinezza, prenderanno in mano le redini della vita e allo stesso tempo metteranno in circolo la vitalità che farà progredire l’umanità, rendendola libera”. Ancora una volta, dunque, una sfida che vede insieme studenti e docenti.

Il 25 maggio 2021 è stata presentata a Roma la nuova Piattaforma d’Azione Laudato si’ (Lsap). La Piattaforma d’azione Laudato Sì è una collaborazione unica tra il Vaticano, una coalizione internazionale di organizzazioni cattoliche, e “tutti gli uomini e le donne di buona volontà”. Lo Iusve fa parte di questa rete internazionale e intende dare il proprio contributo alla realizzazione di questa piattaforma, coerentemente con il proprio mandato accademico.

L’obiettivo della Piattaforma è quello di ‘misurare’ l’Ecologia Integrale nello spirito della Laudato Sì, attraverso sette indicatori principali, detti anche Laudato Si’ Goals – LSGs. Il quinto di essi prevede un impegno più mirato per l’arricchimento e la diffusione della Educazione ecologica, che chiede concretamente di ripensare e riprogettare i programmi educativi e la riforma delle istituzioni educative nello spirito dell’ecologia integrale per creare consapevolezza e azione ecologica, promuovere la vocazione ecologica dei giovani, degli insegnanti e dei leader dell’educazione, creare una cultura dell’ecologia umana.

Sulla base anche dell’esperienza del precedente anno accademico, il Corso Opzionale quest’anno non si inserisce solo nel percorso accademico delle Lauree Magistrali. Infatti, da parte dei responsabili di Area è stata introdotta per l’anno accademico 2021-2022 la possibilità di far accedere all’iscrizione anche gli studenti del terzo anno delle rispettive triennali.

Anche quest’anno, in secondo luogo, il Corso continuerà a coinvolgere gli stessi docenti al fine di avviare un ripensamento e l’introduzione sperimentale di nuovi insegnamenti, nuove metodologie, nuovi scenari, fondati e stimolati dal paradigma dell’ecologia integrale. L’obiettivo è quello di stabilizzare un gruppo di docenti che continui a riflettere e ad elaborare proposte di insegnamento sulla linea della transdisciplinarità, mediante seminari aperti comunque a tutti, e mediante il rafforzamento di un laboratorio di contenuti e di metodologie pedagogiche e didattiche.

Gli obiettivi principali del Corso intendono

  • far conoscere la ricchezza e apprezzare la visione dell’ecologia integrale, perché “la cultura ecologica non si può ridurre a una serie di risposte urgenti e parziali ai problemi che si presentano riguardo al degrado ambientale, all’esaurimento delle riserve naturali e all’inquinamento. Dovrebbe essere uno sguardo diverso, un pensiero, una politica, un programma educativo, uno stile di vita e una spiritualità che diano forma ad una resistenza di fronte all’avanzare del paradigma tecnocratico” (L. S., n. 111);
  • sviluppare una comune visione ed etica della “relazione di reciprocità responsabile tra essere umano e natura” (LS 67);
  • far scoprire per poi vivere una visione integrale e più ricca dell’essere umano (L. S., n. 81), libera dalle distorsioni dell’antropocentrismo sul quale ci siamo formati, per ridefinire il rapporto con il creato e con i più poveri;
  • offrire all’interno di una prospettiva transdisciplinare, conoscenze, attitudini, abitudini rinnovate ma anche nuove, in grado di apprezzare e mettere a frutto il paradigma dell’ecologia integrale;
  • fornire un livello di approfondimento culturale e scientifico necessario alla creazione di nuovi stili di vita, declinati in comportamenti, scelte veramente personali e civiche – anche contro corrente - finalizzate a nuove pratiche di cura responsabile della casa comune e dei più poveri, cominciando dai luoghi della nostra vita ordinaria;
  • articolare lo sviluppo di una nuova cittadinanza ecologica capace di coniugare insieme la ricerca della giustizia sociale e la preoccupazione per la casa comune, in grado di far interagire transizione ecologica e transizione sociale;
  • arricchire la formazione professionale nel campo pedagogico, psicologico e comunicativo, in modo che possano essere praticati approcci scientifici e interventi coerenti alla luce di un nuovo umanesimo ecologico;
  • scoprire insieme - docenti e studenti - nuovi linguaggi e nuove azioni per affrontare la grande sfida culturale, spirituale ed educativa che apre il paradigma dell’ecologia integrale;
  • cominciare un processo di rigenerazione del sapere, in direzione transdisciplinare, e della cultura ecologica, nella direzione dello sviluppo umano integrale;
  • esplorare il paradigma dell’integralità, come risultato maggiore della somma delle sue parti e nella direzione della verità come poliedro e non come sfera.


Articolazione tematica ed organizzativa del Corso

Il nucleo contenutistico sul quale si articola il Corso mette all’attenzione la sintesi formativa proposta nella Laudato si’ al già citato n. 210. Schematicamente il Corso comprende:

  • un’informazione scientifica, una presa di coscienza critica e un approccio di prevenzione dei rischi ambientali;
  • una critica dei “miti” della modernità basati sulla ragione strumentale (individualismo, antropocentrismo deviato, tecnocrazia, crescita illimitata, concorrenza, consumismo, mercato senza regole, integralismo ambientale);
  • un percorso transdisciplinare oltre il dualismo tra antropocentrismo e biocentrismo, verso una eco-antropologia sociale;
  • una riconfigurazione dei diversi livelli dell’equilibrio ecologico: quello interiore con sé stessi, quello solidale con gli altri, quello naturale con tutti gli esseri viventi, quello spirituale con Dio;
  • la ricerca di nuovi stili di vita, possibili da intraprendere nelle comunità, città, territori, ambiente pedagogico;

Il Corso sarà articolato e scandito in tre moduli, ai quali gli studenti potranno iscriversi sia frequentando l’intero monte ore previsto (60 ore), sia a singoli moduli (24 ore ciascuno), con il riconoscimento dei rispettivi crediti, come da regolamento Iusve. L’apertura del Corso inizierà per tutti, con due ore introduttive (a cura dei proff. Biagi e Marchetto), con lo scopo di presentare l’insieme del percorso di studio, i suoi presupposti fondativi, l’apprendimento trasformativo in chiave transdisciplinare, gli esiti tramite un progetto elaborato dagli studenti che sarà anche il contenuto dell’esame finale del corso.

Primo Modulo Transdisciplinare: aspetti fondativi e articolazione dell’ecologia integrale (18 ore+6 ore a carattere epistemologico-etico-antropologico in comune con gli altri moduli)

L’ecologia integrale non è un “paradigma” così come a partire dalla modernità si è inteso il concetto stesso di paradigma. Piuttosto essa costituisce un plesso connettivo costituito dalla relazione dinamica tra antropologia, etica, pedagogia, psicologia, comunicazione, economia, politica e spiritualità. Proprio questa peculiarità paradigmatica, costituirà il campo dell’esplorazione contenutistica del primo modulo. L’obiettivo fondamentale di questo primo gruppo di lezioni-scambio con gli studenti, è quello di scongiurare un uso meramente retorico, propagandistico o ideologico dell’ecologia integrale. Si tratta di cogliere la sostanza assieme alla semplicità, le responsabilità assieme alla creatività, la trasformazione assieme ad una nuova armonia spirituale, la ricchezza antropologica aperta ad una nuova eco-cosmologia, che sono contenuti nel paradigma dell’ecologia integrale. In un certo senso, si potrà scoprire uno sguardo nuovo sugli aspetti del nostro essere e della nostra esistenza, in modo tale che quello che eravamo abituati a guardare e a vivere in modo del tutto ‘naturale’, apparirà sotto una nuova luce e soprattutto con ben altre responsabilità e fondato su presupposti rimasti inesplorati, sconosciuti ovvero non compresi in modo proprio. Il primo modulo tenderà a ‘decostruire’ quanto ci sembra ‘normale’, ovvio, acquisito, scontato, già conosciuto e noto, per ricostruire sotto una nuova luce l’essere, l’agire e il divenire dell’essere umano nel concerto ancora non del tutto esplorato delle forme di vita che arricchiscono la nostra terra-casa comune. 

La visione di partenza sarà accompagnata dalla metodologia del laboratorio interdisciplinare a partire da questa griglia:

  • Cosa sta succedendo alla nostra casa comune? Rischi ambientali, biodiversità, ecosistemi, matrici ambientali e altri rischi sistemici (armi nucleari, chimiche e batteriologiche; virus e pandemie; sviluppo di armi letali autonome (LAWs); intelligenze artificiali);
  • La Laudato si’ per un’Ecologia integrale e per nuovi stili di vita: etica della custodia, ecogiustizia, economia ecologica, principio del bene comune, giustizia intergenerazionale...
  • Verso un’ecologia integrale: oltre l’antropocentrismo moderno, il riduzionismo epistemologico e la frammentazione del sapere, per un approccio transdisciplinare che è alla radice dello sviluppo umano integrale.
  • La conversione ecologica e i comportamenti trasformativi: i nuovi stili di vita sostenibili, l’istruzione ecologica, la spiritualità ecologica, essere comunità e agire partecipativo.

L’obiettivo è di entrare in un processo tracciato nella Laudato si’, per appropriarci di una peculiare logica della connessione che mette in relazione quantomeno quattro fondamentali istanze: l’istanza biologica, l’istanza cognitivo-affettiva, l’istanza etico-sociale e l’istanza onto-antropologico-pedagogica. Istanze che non rimangono chiuse in sé stesse, ma sfociano nella necessità di intraprendere nuovi stili di vita e pratiche trasformative, più incisive e modulate nel ritmo della vita quotidiana.

Di fatto si farà esperienza concreta che l’area pedagogica, psicologica e comunicativa attiveranno tra di loro una dinamica di sporgenza transdisciplinare (verso un’ecologia integrale), in cui le rispettive connotazioni-specificità epistemologiche e contenutistiche, sono invitate a costruire un percorso condiviso, grazie anche ad una operazione di ‘meticciato disciplinare’. L’obiettivo è di far emergere l’approccio ermeneutico di ciascuna area verso l’ecologia integrale, che, una volta condiviso, potrà far apprezzare un arricchimento delle rispettive visioni di partenza e la connessione tra le diverse conoscenze e pratiche professionali. La novità è fondata sulla convinzione che occorre, ora, ristrutturare i sistemi di pensiero, al fine di acquisire una nuova sintesi cognitiva, foriera di motivazioni, comportamenti e visioni maggiormente orientati ad includere i margini epistemologici all’interno del focus conoscitivo.

Secondo Modulo Transdisciplinare: Politica, economia, diritto (18 ore+6 ore a carattere epistemologico-etico-antropologico in comune con gli altri moduli)

Il secondo modulo assume e arricchisce il paradigma dell’ecologia integrale tramite la connessione teorica e pratica di tre saperi-ambiti di vita, oggi intrecciati e assai rilevanti per un’ecologia culturale e sociale, vale a dire la politica, l’economia e il diritto. La politica nel nostro mondo odierno soffre sia per uno svuotamento interno dei suoi fondamenti che per le crescenti egemonizzazioni a cui viene sottoposta dall’economia iperliberista e dalla finanziarizzazione dello scambio di mercato a scapito dell’economia per l’uomo, nonché il paradigma tecnocratico e la sua globalizzazione. Il paradigma dell’ecologia integrale promuove una visione ed una pratica della politica tutta concentrata e animata da una nuova “cittadinanza ecologica”, che rompe gli schemi asfittici dell’attuale rappresentanza e appartenenza politica chiamando nell’agorà ciascuno di noi, affinché diventiamo tutti e ciascuno attori responsabili del bene collettivo, in cui ciò che è “comune” ne costituisce la cifra descrittiva più chiara, perché mette in connessione le persone e le costituisce come comunità. L’economia, iperliberista o programmata da strutture burocratiche, con il suo homo oeconomicus si è costruita sulla cattiva trinità del denaro, della deregolazione e del consumismo esasperato; essa è tra le cause prime della devastazione della terra e della crescita delle disuguaglianze e delle ingiustizie. Va senz’altro ripensata, perché essa – come ha affermato papa Francesco – è “un’economia che uccide”. È un impegno difficile e di grande responsabilità, ma occorre affrontarlo, con preparazione e motivazione. Il diritto è il sapere che regola la vita sociale, nazionale ed internazionale, per questo occorre riscoprirlo e aggiornarlo al fine di includere i nuovi doveri verso la terra, verso gli altri viventi e verso le generazioni future. L’enciclica “Fratelli tutti” offrirà numerosi spunti in proposito. Politica, diritto, economia possono recuperare un ruolo nello spazio narrativo collettivo, ma vanno declinati quali saperi in cui la ragione pubblica di essi corrisponda e promuova i principi fondanti di ciò che è essenzialmente umano.

Terzo Modulo Transdisciplinare: lo stupore dell’arte (18 ore+6 ore a carattere epistemologico-etico-antropologico in comune con gli altri moduli)

Il terzo modulo vedrà la connessione e l’interazione creativa e laboratoriale dei saperi e ambiti di vita legati alla creazione artistica[2], in alcune sue articolazioni principali. Tutti i fenomeni ambientali, come il cambiamento climatico, la deforestazione o la diminuzione delle riserve idriche, sono collegati con questioni che normalmente non associamo a temi ecologici, come la invivibilità e il degrado degli spazi urbani o il sovraffollamento dei trasporti pubblici. Dobbiamo educarci a scoprire e a contemplare la bellezza. Anche la bellezza va, dunque, contestualizzata nella prospettiva ampia e feconda di una “ecologia integrale” che richiede una vera e propria conversione di atteggiamenti dell’essere umano verso il mondo. In questa visione, l’enciclica Laudato si’ propone una trama realmente interdisciplinare: “Prestare attenzione alla bellezza e amarla ci aiuta ad uscire dal pragmatismo utilitaristico” (L. S., n. 215). Accorgerci e amare la bellezza, quindi, vuol dire affrontare la vita secondo una logica di meraviglia e di gratuità, che superi qualunque dinamica dettata dal profitto economico e dall’interesse personale. Lo stupore suscitato dalla bellezza della creazione avvicina l’intero essere alla comprensione del suo significato intrinseco.

In questo modulo, accanto ad una parte teorica interdisciplinare, orientata ad analizzare le relazioni tra uomo e ambiente in ambito artistico sotto il profilo della creatività, dell’estetica e della pedagogia, ci sarà anche una parte pratica, nella quale i partecipanti saranno chiamati a collaborare attivamente alla realizzazione di un’installazione interattiva, che comunichi i risultati delle loro riflessioni e incentivi ad adottare nel quotidiano dei comportamenti socialmente sostenibili per la cura della nostra casa comune.

Project Work finale
In questo senso, proprio per scongiurare il pericolo reale “di lasciare alle generazioni future macerie, deserti e sporcizia” è necessaria “un’azione organica e concertata di ecologia integrale”. Così afferma papa Francesco, indicando decisamente l’importanza di una “ecologia della vita quotidiana”, la quale tiene conto che “gli ambienti in cui viviamo influiscono sul nostro modo di vedere la vita, di sentire e di agire”, per il meglio o per il peggio: e oggi in un ambiente “disordinato, caotico o saturo di inquinamento visivo e acustico, l’eccesso di stimoli mette alla prova i nostri tentativi di sviluppare un’identità integrata e felice” (n. 147), danneggiati anche dalla “sensazione di soffocamento prodotta dalle agglomerazioni residenziali e dagli spazi ad alta densità abitativa” (n. 148).

Su questa premessa, i partecipanti, con la guida dei docenti, saranno invitati a creare un’idea progettuale per l’implementazione dell’Ecologia Integrale nella vita quotidiana in contesti quali le imprese della comunicazione, le istituzioni, i luoghi formali e informali dell’educazione, dagli ambienti Iusve a quelli familiari, nonché nei luoghi in cui ci si prende cura delle persone più fragili. Questi progetti saranno presentati pubblicamente in Iusve in una giornata dedicata proprio alla loro valorizzazione e al rilancio del Corso nel successivo anno accademico.

Metodo di lavoro dei docenti e transdisciplinarità dell’insegnamento.
In questo percorso formativo i docenti impegnati, espressione di tutte e tre le Aree, sono Emanuele Balduzzi, Giovanni Vannini, Ciro Amato, Christian Crocetta e le prof.sse Milena Cordioli, Arianna Novaga, Chiara Marin. Prenderanno le mosse anzitutto da una condivisione in chiave transdisciplinare, in modo da rendere ‘intrecciati’ tutti gli insegnamenti, le proposte culturali e le modalità di orientazione verso la costruzione dell’ecologia integrale e delle pratiche trasformative. Il punto focale è dato dalla condivisione di momenti di co-costruzione dell’insegnamento e, poi, di compresenza nella comunicazione in aula.

La costituzione Veritatis gaudium precisa che l’interdisciplinarità collegata alla ricerca di una unità dialogica del sapere non va intesa “tanto nella sua forma “debole” di semplice multidisciplinarità, come approccio che favorisce una migliore comprensione da più punti di vista di un oggetto di studio; quanto piuttosto nella sua forma “forte” di transdisciplinarità, come collocazione e fermentazione di tutti i saperi entro lo spazio di Luce e di Vita offerto dalla Sapienza che promana dalla Rivelazione di Dio”. La trandisciplinarità è atto creativo, la multidisciplinarità è la somma di saperi. Le varie discipline possono dunque aprirsi ai “perché ultimi”, riconoscendone la significanza, anche se a tali “perché” non è possibile fornire una risposta compiuta entro il metodo scientifico delle singole discipline. Citando S. John Henry Newman, Veritatis gaudium ricorda che la persona colta sa collocare la sua specializzazione entro un quadro più ampio, sa cogliere il significato che essa possiede per il tutto, e dunque per tutto l’uomo. E citando il beato Antonio Rosmini, ribadisce che l’unità del sapere è anche coerenza fra verità e vita, fra scienza e carità (cfr. Veritatis gaudium, n. 4c).

Nel “Manifesto della Transdisciplinarità”, adottato al Primo Congresso Mondiale di Transdisciplinarità (Convento da Arrábida, Portogallo, novembre 1994), si afferma che attraverso la transdisciplinarità, gli studenti passano da un apprendimento concettuale profondo e utile all’apprendimento di problemi a livello cognitivo stimolanti e significativi, sviluppando situazioni nuove e complesse per fornire un transfer facile e generare nuove conoscenze. In questo senso, assumendo l’ottica della transdisciplinarità intendiamo, almeno in termini generali e sperimentali, quello che Franco Cambi definisce come il coordinarsi, il compattarsi, l’assimilarsi dei saperi intorno e attraverso “aspetti” che tutti li coinvolgono, li ri-organizzano, li ri-qualificano, producendo una unità non fatta di contiguità, né di innesto o di incrocio, bensì di strutture trasversali, ovvero comuni, che – però – si sviluppano attraverso un’ottica “meta” su quei saperi: un’ottica che ne sviluppa una connessione post-specialistica e che è di essi un ri-pensamento strutturale. Rivolto appunto a strutture riflessive e più generali.

Ciò comporta in quanto docenti operare verso questi macro obiettivi:

1) costruire un aggiornamento epistemico delle discipline e del sapere;

2) maturare una ‘forma mentis’ critica e metacritica, aperta e capace di trasmettere pratiche e conoscenze secondo modalità non ideologiche, non meramente pragmatistiche e non utilitaristiche;

3) sviluppare capacità riflessive e trasformative nello stesso processo di trasmissione dei saperi e delle pratiche connesse.