La criminologia, la psicologia investigativa e la psicopedagogia forense stanno assumendo un ruolo sempre più significativo sia nella comunità scientifica sia nel contesto dell’amministrazione della giustizia civile e penale.

La legge sul c.d. giusto processo (n. 397/2000) ha introdotto una profonda innovazione nel campo processual-penalistico, creando i presupposti per modificare il modello di lavoro dell’avvocato e stimolare così la creazione di nuove figure professionali, in particolare consulenti, collegate al campo delle scienze criminologiche, psico-giuridiche e investigative.

Per il pieno adempimento di tali compiti è necessario l’apporto di professionisti capaci di sostenere il peso di un processo sempre più attento ai contributi offerti dalle conoscenze scientifiche, dando un apporto nuovo alla formazione della prova mediante procedure accurate e metodologicamente ineccepibili e all’esecuzione della pena secondo principi rieducativi e socializzanti, in grado di prevenire una successiva recidiva. La stessa Corte di Cassazione ha sostenuto che il sapere normativo non può prescindere dal sapere scientifico (Cass. n. 9163/2005).

In ambito civile, il diritto di famiglia e le disposizioni in tema di affido familiare e di adozione (L. n. 149/2001) riconoscono e promuovono il diritto fondamentale del minore a essere educato e il diritto della famiglia (naturale, affidataria o adottiva) a essere sostenuta e favorita nell’opera basilare che riguarda l’educazione; è anche prevista la promozione di iniziative di formazione dell’opinione pubblica, di preparazione e aggiornamento delle famiglie e degli operatori sociali.

In ambito penale – in particolare minorile – si è affermata la presa di coscienza della necessità di adempiere all’imperativo costituzionale secondo cui le misure penali devono “tendere alla rieducazione del condannato” ed essere di stimolo alla ricerca – ancora faticosa – di nuove modalità di risposta al reato, centrate sulla responsabilizzazione non umiliante e sul reinserimento sociale efficaci di una razionale politica di contrasto alla criminalità e di effettiva difesa dei cittadini.

Molteplici sono le ragioni che giustificano la presenza, da ormai sette anni accademici, del Master universitario interdisciplinare di I livello in Criminologia, Psicologia investigativa e Psicopedagogia forense nell’offerta formativa accademica dello IUSVE.

Alla luce di queste considerazioni, il master si propone di formare giuristi (avvocati e magistrati) e consulenti tecnici (psicologi, psichiatri, pedagogisti, sociologi, criminologi, …) in grado di affrontare i vari passaggi dell’analisi investigativa all’interno di un procedimento giudiziario (civile e penale). Tutto ciò tenendo conto dei principali fattori che concorrono a determinare la complessità dell’evento criminale.

La finalità è di prefigurare una formazione non solo tecnico-professionale, ma anche umanistica dentro l’orizzonte antropologico-pedagogico aperto ai valori che danno senso alla vita e rispondono alle istanze attuali della prevenzione della sofferenza sociale, della devianza minorile, dell’abuso, dell’integrazione e riabilitazione di soggetti coinvolti dall’evento criminale.

Il master si fonda sulla garanzia dell’identità salesiana di riferimento che ha, all’origine, non solo la predilezione di San Giovanni Bosco per questo settore educativo, ma anche una lunga prassi formativa e riabilitativa compiuta dai salesiani nell’ambito del loro intervento educativo. Garanzie di sicura percorribilità e spendibilità del Master provengono anche dall’elevato numero di richieste che giungono in tal senso allo IUSVE.
Inoltre, è di sicura garanzia la presenza di un nutrito e qualificato numero di docenti impegnati a gestire il master sotto il profilo non solo organizzativo, ma anche accademico, professionale e di ricerca scientifica.

Infine, è da notare l’elevata spendibilità del titolo in una contingenza, come quella attuale, caratterizzata da complessità e gravità sociale dell’evento criminale. Per il pieno adempimento di tali compiti è, infatti, necessario l’apporto di professionalità capaci di sostenere la magistratura e l’avvocatura nell’individuazione del contenuto dei provvedimenti.

La normativa prevede la presenza di figure professionali di diversa provenienza nell’ambito delle scienze sociali (psicologi, pedagogisti, sociologi, criminologi, …), in particolare nei Collegi dei Tribunali per i Minorenni e dei Tribunali di Sorveglianza (RDL. 1404/1934; L. n. 354/1975); tali figure professionali possono essere nominate, poi, quali consulenti tecnici (CTU e CTP) in ambito civile e penale. Infine, anche in ambito educativo, oggigiorno si richiede una specifica competenza psico-pedagogica per attivare strategie di prevenzione, ad esempio, di fenomeni quali il del bullismo e/o di simili reati. La presenza di professionisti in ambito psico-giuridico e criminologico è prevista anche dal recente D.Lgs. 212/2015 in merito alla figura del c.d. testimone vulnerabile.

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Il modulo di immatricolazione verrà inviato dalle Segreterie di Dipartimento ad avvenuta ammissione del candidato, a seguito di un colloquio personale con il responsabile designato dal Direttore del Master.